Il Welfare aziendale: uno strumento per abbattere il cuneo fiscale

Introdotto dal DPR 917/1986 e previsto - dagli articoli 51 e 100 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi – TUIR, il Welfare aziendale rappresenta un ottima opportunità  in termini di agevolazione fiscale per il datore di lavoro e per i lavoratori dipendenti.

Le ultime tre Leggi di Bilancio - legge 28 dicembre 2015, n. 208, articolo 1, commi 182-190; legge 11 dicembre 2016, n. 232, art. 1, commi 160-162; legge 27 dicembre 2017, n. 205, art. 1, commi 28 e 161 –hanno considerevolmente incrementato la possibilità della sua fruibilità prevedendolo come corrispettivo allo strumento del premio di produttività legato ai risultati aziendali in termini di incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione delle imprese italiane.

Ma cosa è il  welfare aziendale e cosa sono i Flexible benefit?

Con il termine Welfare aziendale si fa riferimento al benessere e all’assistenza sociale dei lavoratori dipendenti  e delle loro famiglie calate all’interno delle realtà aziendali.

In sostanza sono iniziative di natura contrattuale del datore di lavoro che erogano, in aggiunta alla retribuzione salariale o associate alla retribuzione variabile, una serie servizi al fine di incrementare il  benessere dei lavoratori e delle loro famiglie.

Si tratta di prestazioni  che spaziano dalla assistenza sanitaria integrativa alla previdenza complementare e al sostegno economico alle famiglie e all’istruzione.

Strumentale al Welfare aziendale sono i flexible benefit , i cosiddetti “ benefici flessibili”, in quanto il lavoratore può scegliere il suo paniere di beni e servizi tra quelli previsti dall’azienda.

I benefit previsti sono:

-       Servizi di assistenza all’infanzia;

-       Carburante;

-       Buoni spesa;

-       Convenzioni con palestra, piscine ,terme e sport vari;

-       Viaggi;

-       Cinema, libri scolastici e visite al museo e teatro;

-       Shopping card;

-       Abbonamento per mezzi pubblici…

Quali sono gli effettivi vantaggi per le aziende e per i lavoratori?

La grande utilità del Welfare aziendale e dei flexible benefit  è  sicuramente il loro regime fiscale ,in quanto sono servizi detassati e non concorrono a formare reddito imponibile ( art. 51 TUIR).

Non costituendo reddito imponibile, dunque, la loro corresponsione fiscale e contributiva è esente da tassazione fiscale e contributiva ed è deducibile, seppur entro ceri limiti, per l’azienda.

In pratica con un piano Welfare si abbatte il cuneo fiscale sia per il datore di lavoro che per il lavoratore dipendente, aumentando notevolmente il potere d’acquisto di quest’ultimo.

Come attuare un Piano Welfare

I piani di Welfare aziendale possono essere erogati sia a titolo di elargizione liberale dal datore di lavoro  e quindi in quota aggiuntiva alla retribuzione fissa e variabile sia come associati alla parte variabile della retribuzione.

In tale ultima ipotesi, vengono disciplinati da accordi sindacali aziendali o di categoria come previsto dalla Legge di Stabilità 2016/2017.

Modalita applicative

Il datore di lavoro aderendo ad un piano di Welfare potrà decidere se applicare tale piano all’interno della propria azienda o dotarsi di una piattaforma digitale dove depositerà per ogni lavoratore dipendente una budget di spesa, una sorte di portafoglio elettronico.

 In tale ipotesi il lavoratore munito di credenziali (username e password) attingerà dal paniere servizi di cui intende fruire nel limiti del budget di spesa e dei tetti previsti dalla Legge di Stabilità 2016/2017.