UNA LEGGE DI BILANCIO DI MATRICE EUROPEISTA

Una legge di bilancio varata da un Governo di Unità Nazionale che al dispetto di quelli passati, è a forte matrice europeista e con una chiara visione espansionistica abbandonando, così, il trade union di austerity.

Taglio delle tasse su imprese e lavoratori con boccata di ossigeno per l’edilizia con il superbonus e sconti fiscali per l’acquisto della prima casa per i giovani under 36 e un cauto progetto per la riforma pensionistica e l’assegno unico dei figli. Bene l’Ape sociale per gli edili e l’esonero contributivo totale per i contratti di apprendistato di I° livello per le microimprese e stop alle fughe delle aziende dall’Italia con la norma per paralizzare le delocalizzazioni.

Ma scendiamo nello specifico.

Rimodulazione degli scaglioni di Irpef

Il governo è intervenuto con un riordino delle aliquote fiscali, che scendono da cinque a quattro con un taglio dal 27% al 25% e dal 38% al 35% per quelle centrali con un parziale ridisegno degli scaglioni. L’ultimo, con aliquota al 43%, scatterà dai 50 mila euro di reddito.

Superbonus, proroga per tutti indipendentemente dal reddito Isee

E’ stato rinnovato il Superbonus anche per il 2022 per qualsiasi tipo di edificio, villette include, ma la vera novità è che la proroga prescinde dal reddito Isee del richiedente con l’unica riserva che il 30% dei lavori venga completato entro giugno. Il bonus mobili, aumentato da 16 mila a 5 mila euro di spese massime detraibili, è stato riportato a quota 10 mila euro.

Scudo antirincari

A fronte dell’aumento dell’inflazione dovuta al rincari delle bollette di luce e gas il governo ha stanziato 3,8 miliardi al fine di rateizzare, ridurre e rateizzare gli oneri di sistema e per abbassare l’Iva per il gas.

Pensioni, arriva quota 102 e Ape Sociale per gli edili

Ancora in alto mare, invece, la riforma delle pensioni mentre la principale novità riguarda quota 102, cioè la possibilità di lascia in anticipo il lavoro rispetto al requisito anagrafico standard a patto di avere almeno 64 anni e 38 di contributi mentre rimane confermati i requisiti attuali per le donne. Lodevole, invece, l’iniziativa dell’Ape sociale per gli edili che, si ricorda, non erano annoverati dalla legge nella categoria dei lavori usuranti.

Ammortizzatore Universale Unico

Stanziati 4,6 miliardi per allargare la platea dei possibili beneficiari del sostegno pubblico grazie all’introduzione di ammortizzatore universale pensato per coprire tutti i lavoratori delle imprese. In particolare la Cassa Integrazione straordinaria viene estesa per tutte le imprese sopra i 15 dipendenti e sotto questa soglia diventa obbligatorio il Fondo d’integrazione salariale (Fis) anche per le imprese con un solo dipendente.

Bonus acquisto e fitto casa prolungato

Confermate le agevolazioni previste dal decreto sostegni bis riguardanti l’acquisto delle case per gli under 36 con un Isee sotto i 40 mila euro che vogliono si alza la garanzia pubblica dal 50% all’80% rispetto al prezzo dell’immobile, facilitando così le banche nella possibilità di concedere un finanziamento in grado di coprire il 100% del valore dell’immobile. Di notevole importanza anche l’azzeramento della imposta di registro, quella ipotecaria e catastale e quella sostitutiva (0,25% dell’ammontare) per il finanziamento.

Novità anche per i canoni di affitto. La Manovra introduce infatti uno sconto fiscale del 20% sui canoni di affitto per i giovani dai 24 ai 31 anni fino a 15.493,71 euro di reddito, con un limite annuale massimo di detrazione di 2400 euro.

Proroga dello sgravio contributivo totale dell’apprendistato di I livello per le microimprese

Prorogato lo sgravio contributivo dell’apprendistato di I livello per i primi tre anni di contratto, fermo restando l’aliquota per i periodi successivi al terzo anno pari al 10%. I datori di lavoro, sia privati che pubblici, possono stipulare contratti di apprendistato di primo livello con giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni e 365 giorni di età che intendono acquisire un titolo di studio in ambiente lavorativo. Nell’ipotesi in cui sia ancora in corso il ciclo scolastico obbligatorio, il datore di lavoro è tenuto a stipulare un protocollo formativo con l’ente formativo o istituzione scolastica a cui lo studente è iscritto.

Stop alle fughe delle aziende dall’Italia

Al fine di paralizzare le delocalizzazioni delle imprese italiane, il Governo sta varando la norma anti-delocalizzazioni. In effetti si prevede che le aziende debbano comunicare preventivamente alle parti sociali qualunque intenzione di delocalizzazione e, al contempo, programmare un piano per ridurre i rischi occupazionali. In caso di inadempimento sono previste sanzioni e nullità dei licenziamenti.

In concreto, il provvedimento dovrebbe stabilire l’aumento del 50% della sanzione già prevista per l’impresa che non presenta un piano per la delocalizzazione. 

Assegno Unico dei figli

Una assoluta novità della riforma è l’assegno unico per figli del 2022 che è un contributo mensile che verrà erogato a partire da marzo 2022, ma le cui domande potranno essere inviate già dal 1° gennaio 2022, salva comunque il diritto degli istanti agli arretrati entro giugno 2022.  Sarà riconosciuta la somma di 175 e 85 euro mensili a chi ha un ISEE inferiore a 15.000 euro. Il riconoscimento dell’assegno per ogni figlio a carico è previsto per:

i minorenni (a partire dal settimo mese di gravidanza) si può raggiungere un tetto massimo di 175 euro al mese;85 euro per i maggiorenni tra i 18 e i 21 anni; per ciascun figlio con disabilità a carico, senza limiti di età.

Per poter accedere alla misura è necessario che i figli a carico;

frequentino un corso di formazione scolastica o professionale o un corso di laurea;svolgano un tirocinio o un’attività lavorativa e possiedano un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui;siano registrati come disoccupati e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;svolgano il servizio civile universale.

La riforma delle nuove aliquote e detrazioni Irpef premia i lavoratori dipendenti più degli autonomi.

E’ quanto emerge da un’analisi sulle singole fasce di reddito secondo la quale il differenziale tra l’imposta chiesta a un lavoratore dipendente e quella applicata a una partita IVA con lo stesso reddito cresce ulteriormente.

“Nelle fasce economiche comprese tra 22 mila e 15 mila, un dipendente senza carichi di famiglia vede diminuire la propria Irpef da 686 a 350 euro l’anno, per un autonomo nella stessa condizione economica passa invece da 2570 a 2458. Pertanto l’autonomo paga oggi 1885 euro in più del dipendente e nel 2022 la distanza si amplierà fino a 2108 euro.

Il differenziale, però, si assottiglia a quota 22 mila fino a 36 mila e per i redditi superiori ai 35 mila un delta differenziale di 218 euro, mentre continua a crescere fino a 427 euro per le fasce superiori tra i 40 mila e i 55 mila euro” come sostiene il Sole 24 Ore.

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