Coaching & Counseling

Spesso, a chi conduce gruppi, capita di porsi delle domande: come poter guidare le individualità verso l’esperienza del diventare e del percepirsi “squadra”? Come guidare un gruppo di crescita essendo creativi e non utilizzando setting stereotipati costituiti da sedie e cattedre? Come realizzare percorsi autentici e profondi che possano fare crescere la persona in tutte le sue dimensioni? Ed ancora: è possibile valorizzare il gioco ed il divertimento come chiave di accesso all’autenticità? Da domande come queste, nate durante la nostra conduzione di gruppi in campo sociale, organizzativo, sportivo, pastorale, formativo, è nata l’esigenza di un metodo che potesse fornire degli strumenti operativi atti a rendere efficaci e felici le persone attraverso un’esperienza comunitaria.
Il Metodo Webuilding®, completamente basato sul gioco e su esperienze dinamiche e interattive, fornisce strumenti per diventare gruppo-squadra, dalla fase di conoscenza fino a quella di intimità e di intersoggettività.
Come il letto di un fiume contiene lo scorrere delle acque, così il gioco è il letto che contiene l’intero processo evolutivo di un gruppo.
La Legge 183/2010 ha inoltre previsto che le parti possano, in sede di certificazione del contratto, tipizzare determinate condotte del prestatore di lavoro ai fini della valutazione di giusta causa e di giustificato motivo del licenziamento, condotte di cui il Giudice dovrà “tenere conto” nel giudizio sull’impugnazione avverso tale provvedimento.

DESTINATARI

Il Metodo Webuilding® può servire a chi, a vario titolo, si trovi ad avere responsabilità di conduzione di gruppi.
Spesso, pur non essendo esperti in dinamiche relazionali ed in gestione di gruppi, ci si ritrova a ricoprire funzioni di animatore, formatore, conduttore; talvolta la sola buona volontà è sufficiente, altre volte è il carisma del conduttore a fare la differenza, altre volte ancora circostanze varie possono concorrere ad una certa riuscita dell’esperienza relazionale.
In molti casi, invece, si sperimenta frustrazione dinanzi a gruppi che denotano fatica ad organizzarsi o che non si attivano così come ci si aspetterebbe. In questi casi, più che di mancanza di motivazione dei partecipanti, si farebbe bene a parlare di mancata o errata strategia di gestione delle dinamiche di gruppo, così come servirebbe saper esplorare le aree conflittuali che, se negate o malgestite, possono generare ribellioni latenti o sabotaggi.
Il Metodo Webuilding® vuole essere una risposta a queste istanze, al fine di promuovere conoscenza autentica e incontri veri.
Ci sono già tanti ottime tecniche basate sul gioco; la novità del Metodo Webuilding® sta nel collocare, in una rigorosa cornice teorica, una serie di strumenti in grado di accompagnare l’esperienza.
Un metodo facilmente fruibile che si offre trasversalmente come approccio flessibile.

PERCORSO
ll Metodo Webuilding® sviluppa un percorso a tappe adattabile sia per l’avvio che per il consolidamento e la gestione efficace di gruppi (di impegno civico, sportivo, ecclesiale, di sviluppo comunitario, aziendali). Le tappe sono organizzate in sette aree tematiche e seguono un percorso a spirale che consente il raggiungimento degli obiettivi di crescita e di attivazione efficace del gruppo “a diversi gradi di intensità”. Per ogni tappa sono offerti giochi relazionali versatili per i diversi contesti in cui ci si trovi ad operare. Per ciascun livello di crescita il Metodo Webuilding® consente spazi per la metalettura dell’esperienza fatta.
Ogni livello si conclude con la consegna di un impegno e degli “strumenti” da portare via al termine della sessione di lavoro. Un metodo leggero e “pratico”, dunque, per imparare ad essere più felici insieme agli altri, che coniuga relazione con spiritualità, comunità con individualità; un ponte tra il dentro e il fuori, una via per la bellezza di fare comunità. Nello specifico le aree sono:
1) Conoscenza di sé: ha lo scopo di aiutare l’autoesplorazione per condurre ad un’esperienza di gruppo consapevole, in cui siano chiari punti di forza e aree da energizzare.
2) Conoscenza dell’altro e incontro: è finalizzata all’esperienza del “vedere” l’altro, del percepire e del sentire ciascuno così com’è al di là dei propri filtri percettivi, per condividere un’espe-rienza di “scambio significativo”.
3) Ascolto e comunicazione: ha l’obiettivo di esortare la “com-unione”, ovvero di avviare le persone verso l’intimità educando a scambi di messaggi che, al di là delle parole utilizzate, aiutino a diventare consapevoli anche dei significati non verbali.
4) Conflittualità e inclusione: la costruzione della “dimensione del Noi” non equivale ad ignorare le divergenze e i conflitti bensì richiede di riconoscerli, affrontarli e gestirli in modo “generativo”. Includere, concetto ben diverso da integrare, presuppone l'accoglienza incondizionata della diversità e necessita di specifiche attitudini e competenze elaborative.
5) Accettazione e perdono: punta alla conoscenza delle proprie “zone d’ombra” che fanno da ostacolo alla relazione, e al perdono come via per accettare pienamente se stessi e limitare agiti proiettivi sugli altri di vissuti indesiderati.
6) Cooperazione: “essere squadra” è fare un’esperienza gruppale ben più profonda del semplice stare insieme di un gruppo accomunato da valori e da regole condivise. Un gruppo che lavora per concretizzare obiettivi comuni ha bisogno di costruire in primis coesione e interazione, senso di fiducia e di appartenenza, per stimolare l’assunzione e la realizzazione di impegni reciproci, nella consapevolezza che “si vince insieme affrontando limiti e ostacoli di ciascuno”.
7) Intimità: ogni relazione autentica è in grado di stimolare intimità, ossia un’esperienza intersoggettiva di fiducia e di affidamento reciproci, in cui le persone conquistano un livello di unità tale da scoprirsi risorsa l’uno per l’altro, e dove il contributo di ciascuno (sia in termini di risorse che di fragilità) valorizza l’altro.

Uno più uno... fa tre: il “noi” non è somma delle parti ma una terza entità che, superando i limiti individuali, valorizza ciascuno.

CORSO BASE INTRODUTTIVO AL METODO
Il corso base si articola in quattro incontri di quattro ore ciascuno, dalle ore 15:00 alle ore 19:00, secondo il seguente calendario: 19 e 26 novembre, 4 e 11 dicembre 2018.
La metodologia è di tipo esperienziale e, data la gradualità dell'acquisizione di competenze, è richiesta la partecipazione a tutti gli incontri.
Il corso si terrà a Nola (NA) presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose, in via della Repubblica, 36.

Considerata la metodologia interattiva, al fine di garantire l'efficacia dell'esperienza, il corso partirà con un gruppo di almeno 15 iscritti, fino al raggiungimento di massimo 60 partecipanti.

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email: ioriopeppe67@gmail.com    cell. +39 3319962199