MI SONO INNAMORATA DI UNA DONNA

Mi sono innamorata di una donna, la prima donna che mi ha fatto smettere di piangere appena sentivo il suo profumo nella stanza, la stessa donna che appena decantava il mio nome mi faceva spuntare un sorriso sulle labbra, le mie labbra da fanciulla, quella donna che appena mi sfiorava mi faceva sentire al sicuro, mi calmava e allontanava la paura.

Mi sono innamorata di una donna e questa donna si lascia chiamare da me, Nonna.

Iris Belluoccio

Nonna, colei che mi ha insegnato, l’arte di esercitare la bontà e, allo stesso tempo, la fedeltà e la costanza di non farmi mai sottomettere o rimanere alla stregua di nessuno.

Mi sono innamorata di una donna, ero in un parco verdeggiante, seduta sulla mia panchina, come la chiamo io “la panchina della libertà”, perché da quel punto puoi vedere la terra ferma e l’immensità di questa città che solo ora credo di poter apprezzare.

Ero lì, seduta sulla libertà ad ammirare i lunghi pini che mi facevano da ombra sulla testa quando all’improvviso è apparsa una donna, piangeva, piangeva e camminava veloce, su e giù, giù e su.

Si fermava per un battito di ciglia e cercava di guardare il cielo, ma i pini sopra di noi erano troppo esuberanti per lasciare spazio ad un po’ di blu. Non sapevo cosa fare e nell’ indecisione sono rimasta lì,  inchiodata su quella panchina, senza fare niente, quando poi, si è seduta a terra, con le gambe incrociate, come se non avesse più la forza per camminare e le lacrime per poter piangere. Ha chiuso dolcemente gli occhi, ma continuava a cercare, a voler trovare qualcuno nello spiraglio di un po’ di luce. Ha gridato, una sola volta, una sola frase. “Mamma! Fra nove mesi diventerò madre anch’io e posso dirtelo solo così, guardando questo cielo”.

Non ha detto più niente, è rimasta ferma, immobile ed io con lei.

Mi sono innamorata di questa donna perché con la sua fragilità e con la sua fermezza mi ha insegnato la vera forza, quella che devi custodire dentro come un piccolo, ma anche grande, tesoro che in momenti come questo, quando non sai se essere felice o triste, devi avere il coraggio di tirare fuori, con i denti ed oltre.

Mi sono innamorata di una donna, una donna bella e intelligente, una di quelle donne difficili da non notare, non per la sua bellezza, ma per la sua eleganza, per il suo modo di essere, per la sua umanità, per la sua voglia di felicità. Una di quelle donne che sa e sa di sapere, senza mai inciampare nell’ arroganza, nel labile limbo della sapienza.

Una di quelle donne capaci di ascoltare senza mai giudicare, capace di sognare senza mai andare oltre quella libertà non sua. Una di quelle donne che vive amando la lettura, la bellezza eterea e divina, l’arte e la magia. Mi sono innamorata di questa donna quando mi ha insegnato il segreto della libertà, la cultura.

Mi sono innamorata di una donna, colei che un giorno mi ha regalato un fiore e mi ha spiegato come prendermene cura. Mi sono innamorata di questa donna perché questa donna mi ha insegnato il vero significato del cartello “vietato calpestare i fiori”.

E poi mi sono innamorata di me. Si, di me che ambisco a diventare una donna, ma credo di non essere nemmeno un briciolo delle donne di cui mi sono innamorata. Mi hanno tutte insegnato tanto, forse troppo, per un piccolo essere umano che rappresento in questo universo. Oggi, grazie a loro, ho capito il senso di quel numero, 8. 8 che disteso è un infinito.

L’infinità di cose che ogni donna possiede dentro di essa.

L’infinità, essenza unica di essere chiamata Donna.

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