Estetica e politica come olio e acqua: si mischiano male

Sembrerebbe che le argomentazioni, l’informazione precisa e i dati statistici abbiano perso qualunque valore per coloro che vogliono prevalere in un dibattito.

Il qualunquismo, probabilmente il peggior difetto che potrebbe appartenere ad un opinionista, da un paio di anni, soprattutto nelle discussioni sui social (sempre loro), sembrerebbe quasi una qualità a cui tutti ambiscono: ci si tiene sempre più sul banale, sul vago e sull’astratto.

Si tratta di un fenomeno molto curioso, che solo chi passa tanto tempo sui social può comprendere, a cui bisognerebbe trovare un nome: in un certo senso, è come se le proprie parole venissero truccate, nel tentativo di rendere le frasi più accattivanti e dirette. C’è una sorta di fissazione per il culto dell’apparire, un continuo dire il niente, lasciando intendere solo Dio sa cosa, oltre ad un insultare con enorme creatività.

Federico Malcotti

Per ammirare esempi concreti di questo fenomeno, il modo migliore è aprire la sezione commenti di un post che tratta di politica, a prescindere da chi sia stato a postarlo, se un politico, un opinionista, un influencer o un semplice cittadino: ci si troverà di fronte a persone che non esprimono alcun pensiero, ribadiscono semplicemente la loro superiorità, la quale viene comprovata dall’assenza di argomentazioni nelle loro frasi; quella persona ribadirà infatti che non sta formulando un discorso astratto e sconclusionato, semplicemente non gli è possibile abbassarsi al livello del proprio interlocutore.

Presunti filosofi, dalla coscienza risvegliata e dallo spirito virtuoso, chiusi a qualunque visione del mondo diversa dalla loro, che se ne stanno tanto comodi in quel mondo in bianco e nero, coricati tra le lor certezze e adagiati sulle loro doti morali, che fungono da enorme velo con il quale coprono l’assenza di coprono l’assenza di quelle tecniche, perché a che serve essere competenti, quando ci si è autoconvinti di essere i buoni?

Purtroppo un mondo dove il diritto di parola è universale è anche un mondo in cui la gente parla semplicemente perché può farlo, rovinando il gusto della discussione e del confronto con atteggiamenti irritanti e spocchiosi di chi sa che la propaganda più efficace è quella che offre alle persone un nemico da combattere, meglio ancora se si tratta di un nemico tremendamente malvagio.

Probabilmente tutto questo discorso è stato astratto per chi non se ne intende, ma qualcuno, di certo, in esso ha riconosciuto o il proprio comportamento o quello di qualcuno con cui ha avuto la sfortuna di interagire.

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