LE LINEE GUIDA PER RIAPRIRE GLI STUDI PROFESSIONALI IN SICUREZZA

Con l’inizio della Fase 2 Confprofessioni mette a punto le linee guida per la salute e sicurezza di datori di lavoro, dipendenti e clienti. Il documento, articolato in dodici punti, fornisce i chiarimenti per l’applicazione del Protocollo sulle misure per il contrasto e il contenimento del virus Covid-19 negli studi professionali.

Il documento sintetizza dodici punti su cui concentrare le attenzioni.
1-Informazione
2-Modalità di ingresso in studio
3-Modalità di accesso di clienti, fornitori e visitatori esterni
4-Pulizia e sanificazione dello studio
5-Precauzioni igieniche personali
6-Dispositivi di protezione individuali
7-Gestione spazi comuni (distributori bevande e snack, aree fumatori etc…)
8-Organizzazione del lavoro
9-Gestione entrata e uscita dei dipendenti
10-Spostamenti interni, riunioni, eventi interni e formazione
11-Gestione di una persona sintomatica in studio
12-Sorveglianza sanitaria, medico competente/RLS

La struttura del documento riprende in sostanza quella del Protocollo sottoscritto in sede governativa fornendo però ulteriori precisazioni:

• Il datore di lavoro può, prima dell'accesso al luogo di lavoro e nel rispetto della privacy, rilevare la temperatura corporea dei dipendenti. Qualora la temperatura risulti superiore ai 37,5, non sarà consentito l'accesso ai luoghi di lavoro;
• L’articolazione del lavoro potrà essere ridefinita con orari differenziati che favoriscano il distanziamento sociale riducendo il numero di presenze in contemporanea nel luogo di lavoro e prevenendo assembramenti all’entrata e all’uscita con flessibilità di orario;
• Sarà necessario favorire orari di ingresso/uscita scaglionati in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni;
• Indicazioni vengono fornite anche nell’ipotesi di gestione di sintomatici in studio. Una persona in studio che sviluppi in studio i sintomi dell’infezione respiratoria quali la tosse, deve dichiararlo immediatamente al datore di lavoro e si dovrà procedere al suo isolamento in base alle disposizioni dell’Autorità sanitaria. Il datore di lavoro procede immediatamente ad avvertire le autorità sanitarie competenti. 

A cura dell’ Avv. Marco Romano- Studio legale Fontanarosa & Associati