Il decreto rilancio: contributo a fondo perduto per imprenditori, lavoratori autonomi e percettori di redditi agrari.

Il Decreto Rilancio ha previsto un contributo a fondo perduto per imprenditori, lavoratori autonomi e percettori di redditi agrari. L’importo erogabile è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.L’Agenzia delle Entrate sarà competente a procedere all’accredito della somma dovuta, qualora non sussistano controindicazioni, direttamente in conto corrente bancario o postale intestato al soggetto beneficiario.

Categorie interessate

Il contributo è riconosciuto a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA.

Ai fini della corretta individuazione occorre fare riferimento alle norme del TUIR.

Il contributo spetta anche ai titolari di reddito agrario di cui all’art. 32 TUIR a prescindere se conseguito da persone fisiche ovvero da società.

Categorie escluse

Risultano esclusi dal beneficio le seguenti categorie di soggetti:

- contribuenti che hanno cessato l’attività alla data di presentazione dell’istanza;

- enti pubblici che esercitano funzioni statali ovvero attività previdenziali, assistenziali e sanitarie ove costituiti esclusivamente a tali fini;

- le aziende sanitarie locali;

- enti privati di previdenza obbligatoria che esercitano attività previdenziali e assistenziali;

- gli intermediari finanziari e le società di partecipazione (art. 162 bis TUIR);

- professionisti e lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi ai quali è stata riconosciuta un'indennità per il mese di marzo 2020, pari a 600 euro (art. 27 D.L n. 18/2020);

- i lavoratori dello spettacolo ai quali è stata riconosciuta un'indennità per il mese di marzo 2020, pari a 600 euro (art. 38 D.L. n. 18/2020);

- i lavoratori dipendenti e professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria.

Presupposti per il contributo

Le tre categorie interessate (imprenditori, lavoratori autonomi, percettori di redditi agrari) hanno diritto al contributo a fondo perduto a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore di due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

Il contributo spetta comunque anche ai soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019 nonché ai soggetti che, a far data dall’insorgenza dell’evento calamitoso, hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni colpiti dai predetti eventi i cui stati di emergenza erano ancora in atto alla data di dichiarazione dello stato di emergenza Covid-19.

Ai fini in esame i ricavi e compensi sono determinati facendo riferimento alla data di effettuazione dell’operazione di cessione di beni o di prestazione dei servizi.

Determinazione del contributo

L’ammontare del contributo a fondo perduto è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

Tale contributo è determinato applicando le seguenti percentuali:

a) 20 per cento per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a quattrocentomila euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data del 19 maggio 2020;

b) 15 per cento per i soggetti con ricavi o compensi superiori a quattrocentomila euro e fino a un milione di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data de1 19 maggio 2020

c) 10 per cento per i soggetti con ricavi o compensi superiori a un milione di euro e fino a cinque milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata data de1 19 maggio 2020.

L’importo non può essere comunque inferiore a mille euro per le persone fisiche e a duemila euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi, non rileva ai fini della determinazione degli interessi passivi deducibili, delle spese e altri componenti negativi diversi dagli interessi e non concorre alla formazione del valore della produzione netta.

L’Agenzia delle Entrate procede all’accredito della somma dovuta qualora non sussistano controindicazioni direttamente in conto corrente bancario o postale intestato al soggetto beneficiario.

Richiesta del contributo

La richiesta di tale contributo può essere presentata, esclusivamente in via telematica, direttamente o a mezzo intermediario delegato autocertificando la sussistenza dei requisiti entro sessanta giorni dalla data di avvio della procedura telematica per la presentazione della stessa, come definita con apposito provvedimento, da emanare, del Direttore dell’Agenzia delle Entrate con il quale saranno determinate le modalità di effettuazione dell’istanza, il suo contenuto informativo, i termini di presentazione della stessa e ogni altro elemento necessario all’attuazione.

Sanzioni

Se sussiste una causa ostativa rilevata a seguito di riscontri effettuati dall’Agenzia delle Entrate è irrogabile la reclusione da due a sei anni a carico del soggetto che ha rilasciato l’autocertificazione di regolarità antimafia

In caso di avvenuta indebita percezione si applica la sanzione della reclusione da sei mesi a tre anni a meno che la somma indebitamente precipita sia inferiore a 3.999.96 euro nel qual caso è irrogabile soltanto la sanzione amministrativa variabile da 6.164 a 25.822 euro.

A cura dell’ Avv. Marco Romano- Studio legale Fontanarosa & Associati