IL CREDITO D’IMPOSTA PER LA SANIFICAZIONE DEI LUOGHI DI LAVORO

ll decreto Cura Italia ampliato dal decreto Liquidità, ha introdotto il bonus per gli interventi di sanificazione. Si tratta di una misura agevolativa introdotta a sostegno delle aziende e, in particolare, di un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute.

Con il decreto cura Italia e il decreto liquidità, il Governo italiano ha fornito linee guida per la tutela della salute dei cittadini nei luoghi chiusi, e in particolare dei lavoratori. A sostegno di ciò ha previsto l’attuazione di interventi di sanificazione degli ambienti di lavoro.

Una delle più importanti è rappresentata dal credito d’imposta per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro, introdotto dal decreto Cura Italia (D.L. n. 18/2020 convertito con modificazioni nella l. n. 27/2020), che all’art. 64 prevede il riconoscimento di un credito d’imposta, nella misura del 50 per cento delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro sostenute e documentate fino ad un massimo di 20.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo massimo di 50 milioni di euro per l’anno 2020.

Il bonus sanificazione.

Il bonus sanificazione consiste in un’agevolazione relativa ai costi di sanificazione degli ambienti di lavoro:

-  è rivolto ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione;

- il bonus corrisponde al 50% delle spese “agevolabili”, sostenute nel corso del solo anno 2020;

- il limite massimo dell’agevolazione è pari a euro 20 mila per ciascun beneficiario, fermo il rispetto della dotazione complessiva pari a euro 50 milioni;

- le spese che comprensive il credito sono sia quelle per la sanificazione degli ambienti di lavoro che quelle finalizzate alla protezione dei lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici ovvero per garantire la distanza di sicurezza interpersonale nello svolgimento delle attività.

L’Agenzia delle Entrate con circolare 9/E del 13 aprile 2020 ha espressamente previsto che il credito d’imposta è utilizzabile anche per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, “DPI”, tra i quali, a mero titolo esemplificativo, mascherine (chirurgiche, o omologate Ffp2 e Ffp3), visiere e occhiali protettivi, guanti, tute di protezione e calzari monouso, detergenti mani e disinfettanti

Attestazione degli interventi di sanificazione

La inidoneità della attestazione degli interventi rilasciata da soggetto non in possesso di abilitazione potrebbe escludere l’accesso al credito d’imposta di cui all’art. 64 del D.L. Cura Italia e ben più gravi responsabilità in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro o verso terzi.

Modalità applicative 

Al fine del riconoscimento del credito d’imposta si richiederà la presentazione di apposita documentazione delle spese sostenute, i soggetti interessati dovranno farsi rilasciare un dettaglio delle operazioni svolte e dei prodotti utilizzati, eventualmente inserendo tali specifiche nella descrizione del documento fiscale rilasciato dal fornitore ai sensi dell’art. 21, comma 2, del D.P.R. n. 633/1972, nonché tenere un registro per l’annotazione periodica degli interventi.

A cura dell’ Avv. Marco Romano- Studio legale Fontanarosa & Associati