Coronavirus: Ronghi-Terranova, lavoratori e imprese insieme.

(ANSA) - NAPOLI, 8 APR - "Ora come non mai l'Italia, per crescere, ha bisogno di un nuovo modello di sviluppo che fondi sulla "partecipazione" e sulla cogestione delle imprese da parte dei lavoratori". È quanto hanno dichiarato il Presidente della Federazione Medie e Piccole Imprese (FMPI), Antonina Terranova e il Segretario Generale CNAL, Salvatore Ronghi a conclusione del confronto tenuto, stamani, con i rappresentanti del mondo dell'impresa ed imprenditori, in videoconferenza. "La crisi prodotta dal coronavirus - ha sottolineato Terranova - mette al tappeto la stragrande maggioranza delle piccolissime e piccole aziende che, oltre a non essere ascoltate dal Governo, devono lottare quotidianamente con la burocrazia opprimente. La risposta che il Governo ha dato loro è quella di ottenere prestiti e di indebitarsi ulteriormente, non tenendo conto, altresì, che le imprese sono già indebitate e non hanno risorse per far fronte al pagamento delle tasse, la cui riscossione è rinviata solo di qualche mese. Così come appare assurdo che le aziende debbano farsi carico dei costi per mettere in sicurezza il lavoro. Chiediamo che tali spese rientrino interamente nel credito di imposta".
"I lavoratori - ha affermato Ronghi - sanno che corrono il rischio di perdere il proprio posto di lavoro se crolla il sistema delle piccole e medie imprese. Oggi la battaglia sociale è unica e deve vedere uniti gli imprenditori e i lavoratori.
Questo lo aveva ben compreso l'On. Giorgia Meloni presentando una serie di valide proposte ad un Governo che non raccoglie se non provengono dai "soliti noti". il Governo, se e veramente tale, deve fare la propria parte intervenendo seriamente per la riduzione della pressione fiscale e garantendo, come pubblica amministrazione, il pagamento di tutti i fornitori. La stessa azione deve essere intrapresa dagli Enti Locali, Regioni e Comuni. Solo in questo modo sarà immesso denaro nel circuito della produzione. Altrimenti, l'ulteriore l'indebitamento delle imprese metterà a rischio le imprese stesse, i posti di lavoro e, quindi, il futuro della nostra nazione". (ANSA).